TITOLO II


ORDINAMENTO STRUTTURALE

 

Capo I – GLI ORGANI ELETTIVI



Articolo 10

Organi della Comunità Montana

 

1. Sono organi della Comunità Montana il Consiglio Comunitario, la Giunta Comunitaria e il Presidente.

 

Sezione I – Il Consiglio Comunitario

 

Articolo 11

Composizione, elezione, insediamento e rinnovo del Consiglio Comunitario

 

1. Il Consiglio della Comunità Montana è composto dai rappresentanti dei Comuni ricompresi nella zona omogenea di cui all’art.1

2. Ciascun Comune, indipendentemente dal numero degli abitanti, è rappresentato da tre componenti di cui due della maggioranza e uno dell’insieme delle minoranze eletti dal Consiglio comunale con il sistema della votazione limitata ad una sola preferenza e separata tra maggioranza e minoranza.

3. Entro trenta giorni dall’insediamento dei consigli comunali, dopo le elezioni per il rinnovo degli stessi, i consigli comunali nominano i propri rappresentanti nel Consiglio della Comunità Montana in conformità a quanto previsto dal comma 2 del presente articolo 11.

4. La prima seduta del Consiglio Comunitario deve essere convocata dal Presidente della Comunità Montana entro il termine perentorio di dieci giorni dal ricevimento delle deliberazioni di nomina dei rappresentanti di almeno sei dei Comuni che hanno rinnovato il Consiglio Comunitario.

5. Qualora al momento dell’insediamento non risultino eletti tutti i membri del Consiglio Comunitario, questo è successivamente integrato per iniziativa del presidente della Comunità Montana, in seguito al ricevimento dei relativi atti da parte dei singoli comuni.

6. Salvo quanto previsto dal precedente comma 3, in caso di rinnovo di un consiglio comunale, il comune interessato deve procedere alla nomina dei rappresentanti di cui al comma 2 entro i termini previsti dalle vigenti disposizioni di legge.

 

Articolo 12

Ineleggibilità, incompatibilità e convalida dei consiglieri

 

1. In materia di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere della Comunità Montana si applicano le norme vigenti in materia di ineleggibilità e incompatibilità alla carica di consigliere comunale e provinciale.

2. Al Consiglio Comunitario della Comunità Montana è riservata la convalida delle nomine dei propri componenti. A tal fine, nella seduta di insediamento in caso di rinnovo totale o nella prima seduta successiva alla comunicazione delle intervenute nomine o sostituzioni nel caso di rinnovo parziale, il consiglio, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto ed anche se non sia stato presentato alcun reclamo, deve esaminare le condizioni degli eletti e dichiarare la ineleggibilità di essi quando sussista una delle cause previste dalla legge.

3. Alla sostituzione dei consiglieri dichiarati ineleggibili a norma del comma precedente provvede il consiglio comunale interessato entro trenta giorni dal ricevimento della relativa comunicazione da parte del Presidente della Comunità Montana con le procedure di cui al comma 2 del precedente articolo 11.

4. I consiglieri dichiarati decaduti a norma del comma precedente, cessano immediatamente dalla carica di consiglieri della Comunità Montana e devono essere sostituiti.

5. Alla sostituzione dei consiglieri dichiarati decaduti provvede il consiglio comunale interessato, con le procedure di cui al comma 2 del precedente articolo 11, entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di decadenza da parte della Comunità Montana.

6. Dopo questi adempimenti preliminari l’adunanza prosegue all’elezione del Presidente e della Giunta come meglio specificato nell’art.22.

 

Articolo 13

Attribuzioni e competenze del Consiglio.

 

1. Il Consiglio Comunitario è l’organo rappresentativo della Comunità Montana e svolge un ruolo di indirizzo e controllo politico-amministrativo dell'ente in una visione unitaria degli interessi e delle necessità dei comuni della Comunità Montana, uniformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità e ai procedimenti stabiliti dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.

2. Il funzionamento del Consiglio Comunitario, nel quadro dei principi stabiliti dal presente statuto, é disciplinato dal regolamento, approvato a maggioranza assoluta, che prevede, in particolare, le modalità per la convocazione e per la presentazione e la discussione delle proposte.

3. Il Consiglio Comunitario ha autonomia organizzativa e funzionale ed impronta l’azione complessiva dell’ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Con norme regolamentari la Comunità Montana fissa le modalità attraverso le quali fornire al Consiglio Comunitario servizi e attrezzature, potendo altresì prevedere strutture apposite per il funzionamento del Consiglio Comunitario.

4. Il Consiglio comunitario ha competenza limitatamente agli atti fondamentali previsti dalle leggi statali e regionali vigenti al momento dell’adozione.

5. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere delegate, né adottate in via d’urgenza da altri organi, salvo quelle attinenti alle variazioni di bilancio da sottoporre a ratifica del Consiglio nei successivi sessanta giorni a pena di decadenza

6. Il Consiglio Comunitario esprime l’indirizzo politico-amministrativo anche mediante risoluzioni ed ordini del giorno concernenti obiettivi e criteri informatori dell’attività dell’Ente.

7. Il Consiglio Comunitario si riunisce, di norma, tutte le volte che viene convocato dal suo Presidente. Deve essere, altresì , convocato dal Presidente del Consiglio su richiesta scritta di almeno un terzo dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana o su richiesta scritta da parte del Presidente della Comunità Montana: in tali ipotesi la riunione del Consiglio Comunitario deve tenersi entro il termine di giorni dieci dalla data di acquisizione al protocollo della richiesta scritta che deve contenere, per tutte e due le ipotesi, la indicazione dettagliata degli argomenti da iscrivere obbligatoriamente all’ordine del giorno.

8. Le deliberazioni del Consiglio Comunitario sono pubblicate mediante affissione all’Albo della Comunità Montana nella sede dell’Ente per quindici giorni consecutivi salvo specifiche disposizioni di legge emanate per gli enti locali.

 

 

Articolo 14

Funzionamento del Consiglio

 

1. Il Consiglio Comunitario si riunisce, di norma, nella sede della Comunità Montana in Potenza.

2. Si riunisce in seduta pubblica, a seguito di propria determinazione, per la trattazione di argomenti di particolare rilevanza per la collettività della Comunità Montana o di una zona sovracomunale. In tal caso il Consiglio Comunitario può riunirsi nella sede di un Comune o di un altro Ente interessato agli argomenti da trattare. Per particolare esigenza di carattere sovracomunitario il Consiglio Comunitario può riunirsi anche in località esterne al territorio comunitario.

3. Il funzionamento del Consiglio della Comunità Montana si basa sui seguenti principi quadri :

¨ sulla regolarità della convocazione e della riunione;

¨ sulla pubblicità delle sedute, tranne che nelle ipotesi espressamente previste dal Regolamento;

¨ sull’attività delle Commissioni consiliari;

¨ sulla partecipazione alle sedute del Segretario Generale;

¨ sul rispetto del diritto dei Consiglieri, specie quelli che si riferiscono alla presentazione ed alla discussione di proposte e della garanzia e della partecipazione delle minoranze;

¨ sul diritto di informazione dei Consiglieri e dei Cittadini.

Il regolamento del Consiglio Comunitario dà articolazione e sviluppo ai suindicati principi.

4. Per quanto concerne il controllo sugli organi della Comunità Montana ed , in particolare, per quanto concerne lo scioglimento e la sospensione del Consiglio Comunitario e la rimozione e la sospensione degli amministratori comunitari trovano applicazione le disposizioni degli articoli. 141 e seguenti del Decreto legislativo 18.08.2000 n. 267 e succ. con la precisazione che il rinnovo del Consiglio Comunitario, nella ipotesi di scioglimento, avviene con le procedure previste dal precedente art. 11; in tale ipotesi la convocazione e la presidenza delle sedute consiliari di convalida e di elezione degli organi è attribuita al consigliere designato più anziano di età.

 

Articolo 15

Diritti e doveri dei consiglieri.

 

1. I consiglieri della Comunità Montana entrano in carica all’atto della convalida.

2. Lo stato giuridico dei consiglieri della Comunità Montana è stabilito dalla legge.

3. Nell’ambito dei principi stabiliti dalla legge, il regolamento del Consiglio Comunitario disciplina le modalità per l’esercizio, da parte dei Consiglieri, dei diritti e doveri fondamentali in ordine allo svolgimento del proprio mandato.

 

Articolo 16

Gruppi Consiliari.

 

1. I consiglieri si costituiscono in gruppi consiliari.

2. Ciascun gruppo consiliare deve essere composto minimo da due consiglieri. Il gruppo misto può essere composto anche da un solo consigliere

3. I consiglieri che non aderiscono a nessun gruppo consiliare entrano a far parte del gruppo misto.

4. Il gruppo misto é unico

5. Il regolamento del Consiglio Comunitario disciplina le modalità di costituzione dei gruppi consiliari, l’istituzione della Conferenza dei Capigruppo e le relative attribuzioni nonché le modalità di assegnazione delle eventuali risorse finanziarie, umane e strumentali.

 

Articolo 17

Commissioni Consiliari.

 

1. Il Consiglio Comunitario, per l’esercizio delle proprie funzioni, si avvale di commissioni consiliari permanenti, costituite nel proprio seno, con funzioni referenti, redigenti, di controllo, consultive ed istruttorie. Può costituire con analogo criterio, commissioni speciali, a carattere temporaneo, per specifiche questioni.

2. Il regolamento dell’assemblea ne disciplina il numero, la composizione nel rispetto del criterio di proporzionalità, il funzionamento e le attribuzioni.

3. Le commissioni istituite per fini di controllo, indagine e garanzia sono presiedute dalla minoranze salvo esplicita rinuncia.

 

Articolo 18

Commissione pari opportunità

 

1. E’ costituita la Commissione pari opportunità tra uomini e donne a carattere permanente e ordinario con funzioni consultive. Essa è composta da componenti del consiglio.

2. La Commissione ha sede presso la comunità montana e svolge funzioni consultive a favore dell’Assemblea con riferimento a tutti gli atti da deliberare delle stessa in relazione alle seguenti finalità:

· rimuovere gli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne;

· promuovere iniziative di partecipazione, informazione, ricerca e consultazione nell’ambito territoriale della comunità montana;

· operare uno stretto raccordo tra le realtà e le esperienze delle donne nel territorio e le elette nelle istituzioni.

3. Un apposito regolamento disciplinerà il funzionamento della Commissione.

 

Articolo 19

Nomina rappresentanti della Comunità

 

3. La nomina dei rappresentanti della Comunità Montana presso Enti, Aziende ed Istituzioni è effettuata dal Presidente sulla base delle indicazioni stabiliti dal Consiglio.

 

Articolo 20

Cessazione dalla carica di consigliere della Comunità Montana

 

1. Fatti salvi i casi di morte o di revoca da parte dei Consigli comunali che li hanno nominati e quelli espressamente contemplati dalla legge, i singoli componenti del Consiglio della Comunità Montana cessano dalla carica a seguito di dimissioni, di perdita della qualità di membro di organi collegiali comunali.

2. Le dimissioni dalla carica di consigliere della Comunità Montana, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell’Ente nell’ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.

3. I consiglieri che non intervengono a tre sedute consecutive del Consiglio, senza giustificato motivo, sono dichiarati decaduti. La decadenza é proposta dal presidente della Comunità Montana su iniziativa propria o su istanza di un quinto dei Consiglieri della Comunità Montana ed é pronunciata dal Consiglio dopo che sia decorso il termine di dieci giorni dal ricevimento, da parte dell’interessato, della raccomandata contenente la proposta di decadenza, che deve essere contemporaneamente comunicata anche al Sindaco del Comune di appartenenza. Entro il predetto termine di dieci giorni, il Consigliere nei confronti del quale é stata avanzata la proposta di decadenza, può presentare al Presidente proprie giustificazioni o memorie scritte delle quali verrà data lettura nella seduta consiliare nel cui ordine del giorno é stata posta in discussione la proposta di decadenza.

4. Il consigliere nei confronti del quale è stata pronunciata la decadenza ai sensi del comma precedente, non può essere rieletto a consigliere della Comunità Montana per tutta la durata del Consiglio comunale di appartenenza.

5. Alla sostituzione dei consiglieri cessati dalla carica a norma del presente articolo, provvedono i Consigli Comunali interessati entro trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione della vacanza con le procedure di cui all’articolo 11, comma 2.

 

ARTICOLO 21

Il Presidente del Consiglio Comunitario

 

1. Il Consiglio Comunitario può eleggere tra i suoi membri il Presidente del Consiglio Comunitario.

2. Il Presidente del Consiglio convoca e presiede il Consiglio Comunitario nel rispetto, fra le altre, delle disposizioni del combinato disposto del comma 7 dell’art. 13 e del comma 1, lett. c), dell’art. 27.

3. I compiti e le funzioni del Presidente del Consiglio Comunitario sono disciplinate da uno specifico regolamento che disciplina l’eventuale costituzione e funzionamento dell’ufficio di presidenza.

 

Sezione II - La Giunta Comunitaria

 

Articolo 22

Composizione ed elezione

 

1. La Giunta della Comunità Montana è composta dal Presidente e da un numero massimo di sei assessori.

2. Il Collegio é sempre imperfetto.

3. Il Consiglio della Comunità montana elegge, con unica votazione, il presidente, il vice presidente e gli altri componenti della giunta nella prima adunanza, sulla base di un documento politico-programmatico, sottoscritto da almeno un terzo dei componenti Comunità Montana, contenente la lista dei candidati alle suddette cariche. Il documento è illustrato dal candidato alla carica di presidente.

4. L’elezione avviene a scrutinio palese, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana. Nel caso non si raggiunga la maggioranza predetta, si procede alla indizione di tre successive votazioni da tenersi in distinte sedute e comunque entro sessanta giorni dalla convalida dei consiglieri. Qualora in nessuna di esse si raggiunga la maggioranza richiesta, il Consiglio Comunitario è sciolto secondo le procedure previste dall’articolo 141 del D. Lgs. N. 267/00 (TUEL) e succ.

5. Il consiglio approva il programma di mandato entro la seduta di approvazione del bilancio di previsione corrente.

 

 

Articolo 23

Durata in carica, decadenza, mozione di sfiducia costruttiva

 

1. Il Presidente e i componenti della Giunta restano in carica per tutta la durata del consiglio che li ha nominati e continuano ad esercitare le proprie funzioni anche dopo la scadenza del mandato fino alla nomina dei successori.

2. Il Presidente e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia costruttiva espressa per appello nominale con voto della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana.

3. La mozione deve essere sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri e può essere proposta solo nei confronti dell’intera Giunta ; deve contenere le proposte di nuove linee programmatiche, di un nuovo Presidente e di una nuova Giunta in conformità alle disposizioni legislative, statutarie e regolamentari.

4. La mozione di sfiducia, indirizzata al Consiglio, è assunta al protocollo dell’Ente nella medesima giornata di presentazione. Essa è ricevuta dal Segretario Generale della Comunità Montana e da questi comunicata immediatamente al Presidente del Consiglio Comunitario o, in mancanza, al consigliere più anziano di età .

5. La mozione di sfiducia è posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

6. Nel caso in cui vengano presentate due o più mozioni di sfiducia, esse vengono messe in discussione in base all’ordine cronologico di presentazione.

7. La seduta consiliare nella quale è posta in discussione la mozione di sfiducia è convocata e presieduta dal Predente del Consiglio Comunitario o, in mancanza, dal consigliere più anziano per età.

8. L’approvazione della mozione di sfiducia comporta la proclamazione del nuovo esecutivo proposto e la contestuale cessazione dalla carica di quello precedentemente eletto.

 

Articolo 24

Dimissioni, revoca e sostituzione dei componenti della Giunta

 

1. Le dimissioni o la cessazione del Presidente o di oltre la metà dei componenti della Giunta comporta la decadenza dell’intero organo. La Giunta decaduta continua a svolgere le proprie funzioni fino all’elezione del nuovo organo con le procedure di cui all’articolo 24 e i termini per l’elezione decorrono dalla data del verificarsi dell’evento che ha causato la decadenza stessa.

2. Le dimissioni dalla carica del Presidente diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al Consiglio.

3. Le dimissioni dalla carica degli Assessori, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell’ente nell’ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.

4. Il Presidente e i singoli Assessori possono essere rimossi o sospesi dalla carica a norma dell’articolo 142 del D. Lgs. n. 267/00 (TUEL) e succ..

5. I singoli Assessori possono essere revocati quando ricorrano gravi motivi che possano pregiudicare il regolare funzionamento dell’Amministrazione. La revoca è proposta con atto scritto e motivato, dal Presidente della Comunità Montana o da almeno un terzo dei consiglieri ed approvato dal Consiglio con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. Restano comunque in carica sino alla nomina dei successori a norma del successivo comma 7.

6. La perdita della carica di consigliere comunale comporta la decadenza immediata da membro del Consiglio Comunitario e della Giunta Comunitaria fatto salvo quanto previsto dal comma 5 dell’art. 141 del D.Lgs. n. 267/2000 e succ..

7. Alla sostituzione dei componenti della Giunta revocati ovvero dimissionari o cessati per altra causa prevista dalla legge e dallo Statuto, provvede il Consiglio, su proposta del Presidente, con voto della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati alla Comunità Montana. A parità di voti, risulterà eletto il più anziano di età. Se dopo due votazioni fatte nella stessa seduta non si raggiunga la maggioranza assoluta, la sostituzione è fatta in altra seduta, sempre di prima convocazione, da tenersi entro quindici giorni dalla precedente, a maggioranza semplice.

 

Articolo 25

Competenze e attribuzioni della Giunta Comunitaria

 

1. La Giunta uniforma la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e dell’efficienza, adottando tutti gli atti di amministrazione idonei al perseguimento delle finalità dell’Ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione degli atti fondamentali approvati dal Consiglio.

2. Alla Giunta Comunitaria compete l’adozione di tutti gli atti di amministrazione che non sono riservati dalla legge al Consiglio e che non rientrino nelle competenze attribuite dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti al Presidente, al Segretario ed ai responsabili dei servizi.

3. La Giunta, in particolare:

· collabora con il Consiglio;

· riferisce annualmente al Consiglio presentando una relazione generale sullo stato di attuazione dei programmi approvati e sul complesso delle attività amministrative dell’Ente, corredata da specifici consuntivi a cura dei singoli Assessorati.

 

Articolo 26

Riunioni della Giunta Comunitaria

 

1. La Giunta Comunitaria si riunisce, di norma, in seduta riservata nella sede della Comunità Montana. Può riunirsi in seduta pubblica, a seguito di propria determinazione, per la trattazione di argomenti di particolare rilevanza per la collettività della Comunità Montana o di una zona sovracomunale. In tal caso la Giunta può riunirsi nella sede di un Comune o di altro Ente interessato agli argomenti da trattare. Per particolare esigenze di carattere sovracomunitario la Giunta Comunitaria può riunirsi anche in località esterne al Territorio Comunitario.

2. La Giunta delibera con la presenza della maggioranza dei componenti e con votazione palese fatti salvi i casi in cui la legge o i regolamenti prevedano la votazione segreta.

3. Il funzionamento della Giunta Comunitaria può essere disciplinato con apposito Regolamento.

 

Sezione III - Il Presidente

 

Articolo 27

Attribuzioni e competenze

 

1. Il Presidente della Comunità Montana esercita le funzioni ad esso espressamente attribuite dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti e in particolare:

 

a) rappresenta l’Ente e sovrintende al funzionamento degli uffici e dei servizi, impartendo le opportune direttive al Segretario Generale e ai responsabili dei servizi per assicurare l’imparzialità e il buon andamento dell’Amministrazione;

b) propone gli indirizzi generali dell’azione politica e amministrativa dell’Ente; a tale scopo promuove e coordina l’attività dei membri della Giunta Comunitaria;

c) invia al Presidente del Consiglio Comunitario la richiesta di convocazione del Consiglio Comunitario con la proposta degli argomenti da porre all’ordine del giorno;

d) è garante del rispetto delle norme dei regolamenti comunitari;

e) convoca e presiede la Giunta assicurandone il coordinamento e l’unità di indirizzo;

f) propone al Consiglio la sostituzione motivata degli Assessori;

g) nomina i responsabili dei servizi dell’Ente;

h) conferisce incarichi di collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità direttamente correlati all’attuazione dell’indirizzo politico-amministrativo;

i) sovrintende all’esecuzione degli atti al fine di assicurarne la conformità agli indirizzi dettati dal Consiglio e dalla Giunta Comunitaria;

j) promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge;

k) promuove, tramite il Segretario, indagini e verifiche amministrative sull’intera attività della Comunità Montana;

l) compie gli atti conservativi della Comunità Montana ivi compresi , in particolare, quelli relativi alla rappresentanza in giudizio;

m) può disporre l’acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le Aziende Speciali, le Istituzioni e le Società per azioni appartenenti all’Ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse e ne informa il Consiglio della Comunità Montana;

n) esercita in caso di assenza o di impedimento del presidente del consiglio tutte le funzioni ad esso attribuite.

 

Articolo 28

Sostituzione del Presidente

 

1. Nei casi di assenza o impedimento temporaneo nonché nel caso di sospensione dall’esercizio della funzione adottata ai sensi delle vigenti leggi, il Presidente viene sostituito dal Vice Presidente.

 

Articolo 29

Deleghe ai membri della Giunta Comunitaria

 

1. Il Presidente può conferire specifiche deleghe ai membri della Giunta Comunitaria nelle materie che la legge e lo Statuto riservano alla sua competenza.

2. Ai membri della Giunta sono delegate funzioni di sovrintendenza; ad essi può essere delegata la firma di atti specificamente indicati nell’atto di delega, anche per categorie, che la legge o lo Statuto riservano alla competenza del Presidente.

 

 

 

Sezione IV -

Aspettative, permessi, indennità e rimborsi agli amministratori della Comunità Montana.

 

Articolo 30

Rinvio

 

1.In materia di aspettative, permessi, indennità di carica e di presenza, indennità di missione e rimborsi di spese si applicano al Presidente, agli Assessori e ai Consiglieri della Comunità Montana le disposizioni previste dal Decreto Legislativo 18.08.2000 n. 267 e succ.

Capo II - GLI ORGANI BUROCRATICI

 

Articolo 31

Principi generali di gestione

 

1. Il funzionamento degli uffici si basa sul principio della separazione tra i poteri di governo, di indirizzo e di controllo politico, che competono agli organi elettivi, e i poteri di gestione che sono attribuiti ai dirigenti.

2. Agli organi elettivi compete, in particolare, di definire gli obiettivi e i programmi da attuare e di verificare la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite.

3. I responsabili dei servizi, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, sono direttamente responsabili del raggiungimento e della traduzione in termini operativi degli obiettivi individuati dagli organi di governo dell’Ente, partecipando altresì con autonome proposte, con analisi di fattibilità e con elaborazione di dati. All’inizio di ogni anno i dirigenti presentano alla Giunta una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente.

4. Nei limiti della legge viene assunto, come principio generale di gestione, la massima semplificazione delle procedure, ferma l’esigenza inderogabile della trasparenza e della massima correttezza formale e sostanziale dei singoli atti e dell’azione amministrativa nel suo insieme.

 

Articolo 32

Principi generali di organizzazione

 

1. L’ordinamento degli uffici e dei servizi si articola in strutture operative organizzate in modo da assicurare l'esercizio più efficace delle funzioni loro attribuite e secondo il principio che esse hanno carattere strumentale rispetto al conseguimento degli obiettivi determinati dall’amministrazione.

2. L’organizzazione delle strutture è impostata secondo uno schema flessibile costantemente adattabile sia alle mutevoli esigenze che ne derivano dai programmi concreti fissati dall’amministrazione, sia al perseguimento di migliori livelli di efficienza e funzionalità. A tale fine le dotazioni di personale previste per ciascuna struttura sono suscettibili di adeguamento e ridistribuzione, anche per periodi prefissati, nell’ambito della dotazione organica complessiva, in attuazione del principio della piena mobilità all’interno dell’Ente, solo nel rispetto dei criteri generali normativamente stabiliti.

 

Articolo 33

Principi generali in materia di personale

 

1. La gestione del personale si ispira ai principi dell’efficienza, dell’efficacia e della responsabilizzazione individuale e di gruppo definita a tutti i livelli in termini di attività svolte e di risultati conseguiti.

2. La Comunità Montana riconosce determinante, per il razionale perseguimento degli obiettivi prefissati, il costante aggiornamento professionale e culturale dei propri dipendenti. A tali fini promuove e favorisce forme adeguate di aggiornamento, di qualificazione e di specializzazione professionale iscrivendo adeguate dotazioni finanziarie nel bilancio annuale e pluriennale.

3. La Comunità Montana garantisce ai propri dipendenti ed alle organizzazioni sindacali che li rappresentano la costante informazione sugli atti e sui provvedimenti che riguardano il personale, l’organizzazione del lavoro e degli uffici e il pieno rispetto delle norme di legge e contrattuali in materia di libertà e di diritti sindacali.

 

Articolo 34

Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi

 

1. Nel rispetto del vigente ordinamento del pubblico impiego e dei principi del presente Statuto la Giunta approva, sulla base degli indirizzi generali da parte del Consiglio, il regolamento sull’ordinamento generale degli uffici e dei servizi in conformità ai principi stabiliti nella legge e descritti negli articoli precedenti.

2. Il regolamento di cui al comma precedente dovrà, tra l’altro, disciplinare le modalità con le quali il Segretario Generale e i responsabili dei servizi eserciteranno la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, di cui sono titolari in materia di organizzazione degli uffici e di gestione dei rapporti di lavoro, per la parte che loro compete in base alle disposizioni di legge, del presente statuto e dei regolamenti dell’ente nonché delle altre disposizioni recate in altre fonti funzionalmente connesse.

3. Il regolamento di cui al primo comma determina, altresì, le modalità ed i limiti delle eventuali autorizzazioni ai dipendenti a svolgere attività lavorativa estranea al rapporto di impiego, subordinando le stesse all’assolvimento, da parte dei richiedenti, degli obiettivi e del carico di lavoro assegnato. Le autorizzazioni vengono concesse nel rispetto delle vigenti leggi.

4. Le determinazioni dei dirigenti sono pubblicate mediante affissione all’Albo della Comunità Montana nella sede dell’Ente per quindici giorni consecutivi salvo specifiche disposizioni di legge emanate per gli enti locali.

 

 

Articolo 35

Controllo interno

 

1. Per definire in maniera compiuta il complessivo sistema dei controlli interni all’Ente, il regolamento sull’ordinamento dei servizi e degli uffici anche in sistema con il regolamento di contabilità ed altri eventuali appositi regolamenti individua, oltre ai soggetti che devono effettuare i controlli più avanti indicati, metodi, indicatori e parametri quali strumenti di supporto per le valutazioni di efficacia, efficienza ed economicità dei risultati conseguiti rispetto ai programmi ed ai costi sostenuti. A tal fine il bilancio di previsione annuale e pluriennale, la relazione previsionale e programmatica, il rendiconto e tutti gli altri documenti contabili e programmatici dovranno consentire una lettura per programmi e obiettivi che permetta altresì l’attuazione di tutte le forme di valutazione e controllo di seguito indicate:

· controllo di regolarità amministrativa e contabile finalizzato a garantire la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa;

· controllo di gestione finalizzato a verificare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa;

· valutazione della dirigenza finalizzato a confrontare, con periodicità almeno annuale, i risultati della gestione con gli obiettivi programmati delle direttive degli organi politici;

· valutazione e controllo strategico finalizzati a supportare l’attività di programmazione strategica e di indirizzo politico amministrativo e mirati a verificare l’effettiva attuazione.

· Si rinvia al regolamento di contabilità, per il revisore dei conti, e al regolamento degli uffici e dei servizi o altro apposito regolamento, per il nucleo di valutazione e/o altro organismo di controllo per i fini di cui al comma 1, per la definizione di:

· funzioni attribuite;

· criteri di selezione dei componenti esterni;

· cause di incompatibilità e di decadenza;

· procedura di nomina;

· risorse umane e strumentali a disposizione;

· modalità decisionali;

· indennità di funzione dei componenti esterni.

· Tutte le forme di valutazione e di controllo di cui al presente articolo dovranno promuovere il miglioramento della qualità dei servizi offerti, anche con forme di tutela e di partecipazione degli utenti alla elaborazione di standard qualitativi, nonché l’aumento del soddisfacimento dei bisogni potenziali ed espressi degli utenti.

 

Articolo 36

Trattamento giuridico ed economico del personale

 

1. In ordine al trattamento giuridico ed economico del personale tecnico ed amministrativo assunto dalla Comunità Montana si applicano le norme vigenti. Dalla predetta disciplina è escluso, ai sensi dell’articolo 7, comma 2, della legge 23 marzo 1981, n. 93, il personale impiegato dalla Comunità Montana cui si applichino norme diverse previste da accordi contrattuali a base nazionale.

 

Articolo 37

Il Segretario Generale della Comunità Montana.

 

1. La Comunità ha un Segretario Generale titolare che ha natura e funzione di organo di vertice gerarchico della tecnostruttura deputata alla gestione amministrativa. Egli riveste il ruolo di soggetto esponenziale della funzione di direzione globale dell’ente, sia per l’attività connessa alla funzione di garanzia, sia per l’attività connessa alla funzione di gestione.

2. Il Segretario Generale è assunto per pubblico concorso mediante contratto di diritto pubblico in base al vigente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per l’Area Dirigenza e deve possedere i requisiti richiesti dalla legge e dal Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi; inoltre, deve anche aver maturato una anzianità di almeno cinque anni di servizio in un ente territoriale in posizione equivalente a quella della qualifica apicale dell’ente; le modalità di reclutamento seguiranno le procedure previste dalla legge, dal regolamento statale ove competente, e dal regolamento interno sull’ordinamento dei servizi e degli uffici ed eventualmente anche dal regolamento interno per la disciplina degli accessi all’impiego; il Segretario Generale è inquadrato nella qualifica apicale prevista in base alla organizzazione dell’Ente.

3. Per la disciplina dello status e delle funzioni minime obbligatorie del Segretario Generale si fa rinvio, analogicamente e in quanto compatibile ed applicabile, alla legge statale in materia di segretari comunali e provinciali, al regolamento statale che dispone nella medesima materia, nonché ad ogni altra fonte, anche negoziale di ente autonomo , eventualmente abilitato a disporre in materia di segretari delle Comunità Montane.

4. La disciplina delle funzioni ulteriori assegnate al segretario analogamente e compatibilmente a quanto previsto per i segretari comunali e provinciali ai sensi dell’art. 97, comma 4, del Dlgs. N. 267/2000 (TUEL), nonché, più in generale, la conformazione del ruolo esercitato dal Segretario generale nella Comunità Montana sia rispetto agli organi politici, sia rispetto agli altri organi burocratici dell’Ente, sono disciplinate, in via prioritaria ma non esclusiva, nel regolamento sull’ordinamento generale dei servizi e degli uffici.

5. L’esercizio del potere di conformazione del ruolo del Segretario, di cui al precedente comma 4, deve essere necessariamente attuato costituendo in capo al Segretario, in attuazione del principio della necessaria unitarietà dell’organizzazione, una adeguata sfera di attribuzioni funzionali e strumentali idonea a consentire il pieno esercizio del ruolo di vertice unitario della sfera burocratica, che, come indicato nel precedente comma 1, si concreta inscindibilmente sia nell’attività connessa alla funzione di garanzia, sia nell’attività connessa alla funzione di gestione.

6. Nei casi di vacanza temporanea o di assenza temporanea del Segretario generale titolare con provvedimenti della Giunta Comunitaria si provvede alla nomina del sostituto con affidamento della reggenza o con affidamento della supplenza o del servizio a scavalco.

7. Al Segretario supplente, reggente o a scavalco, é attribuito un compenso pari a quello spettante ai segretari comunali.

 

Articolo 38

I Responsabili dei servizi

 

1. I responsabili dei servizi, intesi quali vertici gestionali delle unità organizzativa di massima dimensione, sono nominati dal Presidente fra i dipendenti, assunti anche a tempo determinato a norma di legge, inquadrati nella categoria più elevata.

2. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi disciplina, fra l’altro, le modalità e i criteri per la nomina e la revoca dei responsabili dei servizi.

 

Articolo 39

Copertura dei posti di dirigente o di alta specializzazione

 

1. La copertura dei posti previsti nella dotazione organica del personale di area dirigenziale o con alta specializzazione può avvenire con stipulazione di contratto a tempo determinato a seguito di procedura selettiva; in ogni caso i candidati dovranno possedere i requisiti previsti per l’accesso concorsuale pubblico.

2. Le modalità di selezione, i parametri base per il trattamento economico e la durata del contratto a tempo determinato sono precisati nel regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

3. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi potrà prevedere la possibilità di costituire contratti di lavoro a tempo determinato con dipendenti dell’amministrazione in possesso dei requisiti necessari per la copertura del posto.

4. Fuori dalla dotazione organica del personale e nei limiti previsti dalla legge potranno essere costituiti rapporti di lavoro a tempo determinato per qualifiche dirigenziali e per altri soggetti con alta specializzazione che dovranno comunque possedere i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire.

Articolo 40

Collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità

 

1. Per il conseguimento di obiettivi determinati ed in carenza di adeguate professionalità interne all’amministrazione il presidente può conferire incarichi di collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità che definiscano l’oggetto, comprensivo degli indirizzi di massima e dei risultati attesi, le risorse assegnate, la durata ed il compenso della collaborazione.

2. Le modalità di selezione, i parametri di base per il trattamento economico e la durata del contratto a tempo determinato sono precisati nel Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi.


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